LE ETICHETTE….QUESTE SCONOSCIUTE

Buongiorno, oggi vi voglio parlare delle Etichette dei prodotti cosmetici, avete mai provato a leggerle? Io l’ho fatto ma è quasi impossibile. Innanzi tutto occorre la lente di ingrandimento, ma così non deve essere perché la normativa dice che gli ingredienti devono essere leggibili e dove non è possibile si rimanda ad un fogliettino illustrativo. Poi devono essere elencate in ordine di quantità presenti nel prodotto, via via verso la fine dove le ultime indicate dovrebbero essere tracce di prodotto, come i coloranti e i profumi. Più volte ho provato ad analizzare i singoli ingredienti, Biodizionario alla mano o altra ricerca se non era contenuto in esso, e si scopre facilmente come in un unico prodotto sono concentrate un numero alto di sostanze irritanti e nocive. Ultimamente ho voluto ricercare gli ingredienti di una crema, di una notissima marca per bambini, e c’è da inorridire. Risultato? ho buttato l’intero vasetto di crema, non l’ho mai usato mai sulla mia bimba, me lo avevano regalato due anni fa ma non avevo avuto il coraggio di usarlo. I miei dubbi erano fondati! Per Lei ho sempre usato l’amido di riso e non ha mai avuto nulla sulla pelle, neanche arrossamenti da pannolino. Ora vi fornirò alcuni degli elementi nocivi che si possono incontrare comunemente nei cosmetici. Capisco che ci vuole tanto tempo e pazienza ma spero che tutte noi impariamo a leggere gli ingredienti delle etichette che ci circondano, per prendere coscienza di cosa ci vendono per potere proteggere noi e la nostra salute.

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Ingredienti “a rischio” nei prodotti convenzionali

tratto da COSMESI NATURALE PRATICA di Francesca Marotta

Butil idrossi toluolo (Butylhydroxytoluol, solitamente abbre- viato in BHT). Usato come conservante antiossidante anche negli alimenti, è considerato potenzialmente allergogeno (cioè capace di provocare allergie).

Glicerina (Glycerin). Sostanza fortemente igroscopica cioè ca- pace di assorbire e trattenere acqua, si usa come “umettante”, cioè serve a trattenere umidità. Il problema è che una crema al- la glicerina, pur mantenendo apparentemente umida la pelle in superficie, può al contrario sottrarle umidità, soprattutto se l’a- ria è secca.

Glicole polietilenico (Polyethilene Glicol, solitamente abbreviato in PEG). Il PEG e i suoi derivati (ad esempio PEG-2 Steara- te, PEG-7 Gliceryl Cocoate, PEG-8 Beeswax e così via) sono usati come emulsionanti, cioè servono a mescolare insieme acqua e grassi. Rendono la pelle più penetrabile da parte di sostanze nocive che potrebbero essere presenti nello stesso pro- dotto, ad esempio alcuni conservanti o le sostanze derivate dalla loro decomposizione all’interno del prodotto. Alcuni de- rivati del PEG che presentano gli stessi problemi compaiono in etichetta come una parola con desinenza -eth seguita da un numero (ad esempio Cetheareth-6, Ceteth-12, Oleth-12, Stea- reth-2 e così via).

Glicole propilenico (Propylene Glicol). Solvente, tensioattivo e umettante derivato dal petrolio. Si usa come antigelo per motori e per molti altri usi industriali. Nei cosmetici ha di- verse funzioni, tra cui quella di solvente usato per estrarre principi attivi dalle piante. Capace di danneggiare le mem- brane cellulari, può causare diversi problemi cutanei come irritazione o secchezza, anche a dosaggi non elevati. Negli Stati Uniti, il Material Safety Data Sheet, il documento che contiene le norme di sicurezza ufficiali per l’uso delle diver- se sostanze, avverte: «avoid contact with skin» (evitare il contatto con la pelle).

Grassi minerali (Mineral Oil, Paraffinum Liquidum, Petrola- tum, Vaseline). Derivati dal petrolio, si usano soprattutto nelle creme come filmogeni antidisidratanti. Un classico olio per bambini è composto di solo olio minerale addizio- nato con profumi di sintesi. Tendono ad essere occlusivi, cioè impediscono la traspirazione, e disgregano il MAI. Molto diffusi perché economici, stabili e convenienti dal punto di vista tecnico, sono considerati da molti del tutto inadatti al trattamento della pelle; per citare un famoso co- smetologo, «i lucidi da scarpe sono a base di vaseline, ma la pelle non è la tomaia di una scarpa né un motore da lubrifi- care».

Imidazolidinilurea (Imidazolidinylurea). Conservante, può decomporsi liberando formaldeide, sostanza nociva e cance- rogena. È solo uno dei molti conservanti presenti nei co- smetici in grado di liberare formaldeide.

Mono-, Di- e Tri-etanolamina (solitamente abbreviati in MEA, DEA e TEA) e loro composti (ad esempio Cocoamide MEA, Lauramide DEA e così via). Presenti soprattutto nei detergenti schiumogeni, possono reagire con le altre sostan- ze presenti nel prodotto portando alla formazione di nitro- sammine, sostanze cancerogene che possono penetrare attra- verso la pelle.

Profumi (Parfum). Questa definizione generalmente indica i profumi sintetici, un gruppo di sostanze vastissimo; più ra- ramente sta a indicare miscele di essenze naturali o loro de- rivati non meglio classificati. In un singolo prodotto la voce Parfum può indicare un insieme di molte decine o anche centinaia di sostanze diverse. Alcuni profumi sintetici pos- sono penetrare attraverso la pelle e accumularsi nei tessuti; ad esempio recentemente in Germania è stato ritirato dal commercio un profumo diffusissimo, il muschio ambretta, dopo che ne era stata provata la tossicità per il sistema ner- voso. Poco si sa degli effetti a lungo termine di molti altri profumi largamente utilizzati nei cosmetici.

Sodio laurilsolfato (Sodium Lauryl Sulfate). Tensioattivo mol- to sgrassante, presente in moltissimi detergenti, viene usato anche per pulire motori e officine meccaniche e come sver- niciante. Può essere irritante per la pelle e per gli occhi; ren- de la pelle più penetrabile da parte di sostanze nocive che potrebbero essere presenti nello stesso prodotto, ad esempio alcuni conservanti o le sostanze derivate dalla loro decomposizione all’interno del prodotto. Può ritardare la cicatriz- zazione delle lesioni della cornea, e può danneggiarla, a se- conda della concentrazione e del tempo di contatto, soprat- tutto nei bambini. È accusato di favorire la caduta dei ca- pelli e altre alterazioni del cuoio capelluto (iperseborrea, forfora, eczema).

Sodio lauriletere solfato (Sodium Laureth Sulfate). Tensioatti- vo molto sgrassante (anche se meno del Sodio laurilsolfato), presente in moltissimi detergenti. Durante la sua produzio- ne si forma diossano, una sostanza cancerogena difficile da eliminare dal prodotto finale, e che può contaminarlo in traccia. Alcune ricerche proverebbero che lo SLES può rea- gire con altre sostanze comunemente presenti nei cosmetici, portando alla formazione di nitrosammine, sostanze cance- rogene che possono penetrare attraverso la pelle.

Triclosan (Triclosan). Battericida usato in molti prodotti tra cui dentifrici, colluttori, deodoranti, detergenti, creme. È sospettato di essere cancerogeno, e ha un notevole grado di tossicità. Secondo alcune ricerche un uso sistematico di que- sta sostanza può favorire lo sviluppo di colonie di microrga- nismi potenzialmente patogeni, sopprimendo invece la mi- croflora benefica. La stessa accusa è stata rivolta ad altri bat- tericidi come la clorexidina (Chlorexidine). La pericolosità di queste sostanze è maggiore in caso di contatto con le muco- se, come avviene all’interno della bocca.

Al prossimo articolo

Ciao a tutte da Tanja, responsabile di TruccoNatura     http://www.trucconatura.it

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