Argilla – maschera viso e frequenza di applicazione

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L’argilla, come sostanza curativa, ha una lunga e ricca storia che dall’antichità egizia, greca e romana si protrae fino ai nostri giorni, nei quali i suoi estimatori sembrano crescere in numero ed entusiasmo. Si tratta di un materiale di sedimentazione dalla struttura micro-molecolare, che quando viene bagnato assume una consistenza pastosa. Dal punto di vista fisico possiede una forte capacità assorbente e filtrante, mentre sotto l’aspetto chimico presenta una grande varietà e ricchezza di elementi minerali.

Può contenere percentuali più o meno alte di sabbia, e può assumere varie colorazioni a seconda della prevalenza di questo o quell’elemento nella sua composizione, ma l’argilla più comunemente usata in dermatologia è quella verde ventilata, quasi priva di sabbia, efficace, economica e facilmente reperibile in tutte le erboristerie. Un altro tipo che viene impiegato per funzioni più specifiche è l’argilla bianca o caolino, di struttura quasi impalpabile, non altrettanto comune della verde e più costosa.

Le proprietà dell’argilla formano un lungo elenco che può apparire persino ottimistico, ma risponde a comprovata verità: cosparsa su eczemi, piaghe e lesioni esercita un’azione antisettica mirata, che rispetta i tessuti sani; aggiunta nell’acqua, la decolora e la rende potabile filtrando le sostanze inquinanti e neutralizzando i germi con il suo potere battericida; per via interna o applicata esternamente in cataplasmi sulle zone corrispondenti a un organo debilitato, agisce come coadiuvante nella riattivazione delle sue funzioni; sulla pelle ha un effetto astringente, purificante, antisettico e antinfiammatorio di prim’ordine, che vale sia per il banale foruncolo come per la più seria patologia degenerativa. A tutto questo va ad aggiungersi l’energia di cui l’argilla si carica formandosi nel sole, nell’aria e nella pioggia.

Il suo effetto cosmetico è una naturale conseguenza delle sue virtù e le sue applicazioni sono molteplici: maschere, cataplasmi, impacchi per capelli, pediluvi e bagni.

Applicata sulla pelle rimuove lo strato di cellule morte, riequilibra la secrezione del sebo, asciuga le pustole acneiche, stimola la microcircolazione, tonifica e rigenera i tessuti, lasciando una luminosità e una freschezza insieme che si avvertono a lungo.

Nell’acqua del bagno (due etti circa per volta) o in trattamenti estesi sul corpo agisce sul ristagno dei liquidi drenando le tossine, decongestiona, incentiva i processi di ricambio dei tessuti, deodora e deterge, rilassa e rinvigorisce.

Spalmata sul cuoio capelluto dissolve la forfora e gli eccessi di sebò, restituisce forza e lucentezza ai capelli e contribuisce ad arrestarne la caduta sollecitando la circolazione.

Una buona argilla, quando viene impastata con acqua, deve risultare molto plastica, cremosa, lucida e morbida. Il procedimento classico di preparazione delle maschere è quello di versare su qualche cucchiaio di argilla, dentro una ciotola, la quantità di acqua sufficiente per ricoprirla, e poi lasciar riposare per qualche ora finché l’acqua non sia ben assorbita. Questo per evitare il formarsi di grumi. Una preparazione più veloce consiste semplicemente nel versare a poco a poco l’acqua mescolando con un certo vigore, fino a ottenere la giusta consistenza e omogeneità dell’amalgama, che dev’essere morbida ma non deve colare. La pasta si spalma poi con una piccola spatola sulle zone da trattare, lasciando liberi il contorno degli occhi e della bocca, se si tratta del viso, in uno strato spesso da mezzo a un centimetro circa. I tempi di posa sono molto variabili a seconda della zona in cui avviene il trattamento e della sua funzione: in alcune terapie l’impasto di argilla si lascia agire anche tutta la notte, ricoperto con un panno umido o intercalato da foglie di cavolo. Ma non è il caso delle maschere di bellezza: sul viso e sui capelli l’argilla va mantenuta da un minimo di 15 a un massimo di 30 minuti, al termine dei quali dovrebbe apparire asciutta e facilmente asportabile, salvo qualche residuo che si elimina facilmente con l’acqua. Non va mai riutilizzata perché rimane impregnata di tossine.

I trattamenti danno risultati tanto migliori in funzione della costanza e della frequenza con cui si applicano. All’inizio si potrebbe notare persino qualche blanda reazione di tipo infiammatorio o qualche manifestazione eruttiva, ma non è il caso di allarmarsi: sono il segnale dell’azione purificante e assorbente dell’argilla, e col migliorare dello stato della pelle andranno progressivamente scomparendo.

Yogurt, panna, succhi di frutta e di ortaggi, infusi di erbe, acqua di rose o acqua depurata sono tutti altri possibili ingredienti che si possono mescolare ad argilla, miele e avena di una maschera di bellezza. Le combinazioni anche qui sono infinite, e i suggerimenti che seguono sono soltanto esempi delle formule che ognuno si può inventare.

Suggerimenti

Maschera astringente per pelle grassa e impura: mescolare tre cucchiai circa di argilla verde ventilata con acqua depurata fino ad ottenere una crema morbida; aggiungere poi:

3 gocce di limone, 2 di lavanda, 1 di rosmarino;

2 gocce di cipresso, 2 di bergamotto, 1 di menta;

3 gocce di lavanda, 2 di tea tree;

3 gocce di arancio amaro, 1 di elicriso.

Maschera antiacne: mescolare tre cucchiai di argilla verde con 2 di yogurt, aggiungere acqua depurata quanto basta, oppure un infuso di lavanda o rosmarino, poi incorporare:

3 gocce di rosmarino, 2 di limone, 1 di menta;

4 gocce di tea tree, 2 di limone;

3 gocce di bergamotto, 1 di timo bianco;

2 gocce di mirto, 2 di melissa, 1 di menta.

La frequenza di applicazione delle maschere dipende molto dalla loro funzione: se si tratta di una periodica operazione di relax e pulizia, per mantenere la salute e la freschezza di una pelle che non presenta particolari problemi, una volta alla settimana è sufficiente. Se l’obiettivo è invece quello di ripristinare un’armonia incrinata da stress, sovraccarico di lavoro o da qualche disfunzione dell’organismo, due-tre volte alla settimana rappresentano una- bella cura intensa, almeno per un certo periodo. Infine possono presentarsi casi di patologie acute in cui si rende necessario intervenire quotidianamente, per esempio nelle malattie eruttive (varicella, pitiriasi rosa…) o in alcune violente fasi acneiche. In queste situazioni la sostanza di base elettiva è certamente l’avena, specie nella forma colloidale, e l’essenza più indicata sarà la dolce, lenitiva lavanda. In presenza di manifestazioni gravi è comunque consigliabile un controllo da parte di medici o aromaterapeuti qualificati. Applicare una maschera è facile: si spalma semplicemente il composto sul viso, sul collo e sul décolleté lasciando liberi i contorni degli occhi e della bocca. Poi ci si avvolge di quiete per tutto il tempo di posa, che varia in relazione all’intensità aromatica della maschera e agli obiettivi: 15 minuti circa se contiene essenze astringenti e depurative piuttosto forti; anche mezz’ora per un composto dolce e gradevole con cui rinfrescarsi e coccolarsi. Per completare l’effetto distensivo si possono appoggiare due batuffoli di cotone impregnato di acqua di rose sulle palpebre chiuse. Dopo aver sciacquato il viso con una spugnetta morbida e acqua tiepida è importante idratarlo accuratamente applicando un olio aromatico o una cold cream. Gli eventuali eccessi di olio vanno poi asciugati con un panno morbido o carta assorbente.

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Ciao a tutte da Tanja, responsabile di TruccoNatura  http://www.trucconatura.it

Articolo preso da GOCCE DI BELLEZZA di Mara Bertona

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