Miele – maschera viso e frequenza di applicazione.

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Il miele come rimedio terapeutico precede la medicina stessa. Nei più sacri e antichi testi di tutte le civiltà d’Oriente e di Occidente era citato come un farmaco dalle importanti virtù per la pelle e per l’organismo intero, e il suo impiego ormai collaudato andava dalla cura dell’ulcera a quella del raffreddore, dalle terapie ricostituenti alle medicazioni chirurgiche. Nell’Egitto della dinastia tolemaica diventò addirittura monopolio di stato, insieme all’olio d’oliva, poiché era un ingrediente obbligato nella farmacopea per le ricette mediche e per gli unguenti cosmetici. La gratitudine meravigliata dei popoli antichi per questo cibo divino, dispensatore di salute e dolcezza, risuona anche nelle parole di Sant’Ambrogio, protettore delle api: «…il frutto delle api è ugualmente dolce al re e al mendico e non solo è buono ma è utile e salutare, addolcisce le loro bocche, cura le loro ferite e porta rimedio alle ulcere interne».

Molte delle proprietà del miele non hanno ancora trovato una giustificazione dall’analisi chimica, ma questo non impedisce loro di funzionare né ai chimici stessi di avvalersene

Remineralizzante, energetico, di grande valore nutrizionale dal punto di vista alimentare, il miele è dotato anche di grandi e universalmente note virtù emollienti e lenitive per le infiammazioni delle vie respiratorie, in particolare per le corde vocali, per l’asma e il raffreddore da fieno; di effetti positivi sulle ulcere gastriche e intestinali, e di un profondo potere calmante sulla psiche.

Gli zuccheri contenuti nel miele (che sono in parte tollerati anche dai diabetici), sciogliendosi all’interno del corpo e sulla pelle, creano un ambiente sfavorevole alla proliferazione dei batteri, e quindi sono d’aiuto per la cicatrizzazione di piccole ferite e di escoriazioni.

Per le proprietà purificanti, idratanti e antinfiammatorie sulla pelle il miele costituisce anche dal punto di vista della terapia cosmetica una sostanza ideale. Insieme a pro-poli, polline, pappa reale e cera d’api forma una vera e propria «cosmesi dell’alveare» che comprende unguenti, emulsioni, creme, lipogeli, fusioni in stick, saponette e ogni tipo di prodotto detergente.

Il miele per le preparazioni domestiche dovrebbe essere • piuttosto fluido, possibilmente di provenienza biologica, meglio ancora se integrale. Quello d’acacia risulta uno dei migliori per consistenza e delicatezza del profumo, ma va benissimo anche il più economico «millefiori» purché non sia cristallizzato.

Nelle maschere per il viso, nei trattamenti per il corpo e nei bagni la sua azione pur delicata è in grado di detergere, lenire, nutrire la pelle, di esfoliarla leggermente allontanando lo strato di cellule morte, e di stimolarne il tono e l’ossigenazione. La dolcezza morbida che lascia sulla pelle avvolge anche la sfera delle emozioni, dove il miele torna ad essere l’energia impregnata di sole che le api hanno raccolto dai fiori.
Yogurt, panna, succhi di frutta e di ortaggi, infusi di erbe, acqua di rose o acqua depurata sono tutti altri possibili ingredienti che si possono mescolare ad argilla, miele e avena di una maschera di bellezza. Le combinazioni anche qui sono infinite, e i suggerimenti che seguono sono soltanto esempi delle formule che ognuno si può inventare.

Suggerimenti
Maschera per pelle arida e sciupata: amalgamare due-tre tre cucchiai di farina d’avena con un cucchiaio di miele e uno di panna; aggiungere acqua di rose, infuso di camomilla o di lavanda quanto basta per rendere l’impasto spalmabile, poi versare una delle seguenti combinazioni di essenze:

3 gocce di arancio amaro, 2 di ylang ylang;

3 gocce di arancio amaro, 2 di lavanda;

3 gocce di salvia sclarea, 2 di bergamotto.
La frequenza di applicazione delle maschere dipende molto dalla loro funzione: se si tratta di una periodica operazione di relax e pulizia, per mantenere la salute e la freschezza di una pelle che non presenta particolari problemi, una volta alla settimana è sufficiente. Se l’obiettivo è invece quello di ripristinare un’armonia incrinata da stress, sovraccarico di lavoro o da qualche disfunzione dell’organismo, due-tre volte alla settimana rappresentano una- bella cura intensa, almeno per un certo periodo. Infine possono presentarsi casi di patologie acute in cui si rende necessario intervenire quotidianamente, per esempio nelle malattie eruttive (varicella, pitiriasi rosa…) o in alcune violente fasi acneiche. In queste situazioni la sostanza di base elettiva è certamente l’avena, specie nella forma colloidale, e l’essenza più indicata sarà la dolce, lenitiva lavanda.

In presenza di manifestazioni gravi è comunque consigliabile un controllo da parte di medici o aromaterapeuti qualificati.

Applicare una maschera è facile: si spalma semplicemente il composto sul viso, sul collo e sul décolleté lasciando liberi i contorni degli occhi e della bocca. Poi ci si avvolge di quiete per tutto il tempo di posa, che varia in relazione all’intensità aromatica della maschera e agli obiettivi: 15 minuti circa se contiene essenze astringenti e depurative piuttosto forti; anche mezz’ora per un composto dolce e gradevole con cui rinfrescarsi e coccolarsi. Per completare l’effetto distensivo si possono appoggiare due batuffoli di cotone impregnato di acqua di rose sulle palpebre chiuse.

Dopo aver sciacquato il viso con una spugnetta morbida e acqua tiepida è importante idratarlo accuratamente applicando un olio aromatico o una cold cream. Gli eventuali eccessi di olio vanno poi asciugati con un panno morbido o carta assorbente.

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Ciao a tutte da Tanja, responsabile di TruccoNatura  http://www.trucconatura.it

Articolo preso da GOCCE DI BELLEZZA di Mara Bertona

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